Ultimo aggiornamento 12/02/2012  

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La Fisica di Dio

La Fisica di Dio  é una nuova teoria unitaria che prospetta una sostanziale rispondenza tra i modelli rappresentativi della mente umana e quelli che descrivono il più intimo funzionamento del Vuoto Quantico. La teoria si fonda sul concetto alla base del paradigma olografico. La Fisica di Dio parte dalla forma matematica dei sistemi olografici e quindi dalla decomposizione in parti elementari secondo la trasformazione Fourier, riconoscendo nell’olografia uno strumento di analisi e contemporanea sintesi automatica dell’informazione.

Sulla base della originaria teoria introdotta da Sabato Scala, fondata sulla simmetrizzazione delle equazioni di Maxwell attraverso il campo gravitazionale viene postulata un'equivalenza nel dominio macroscopico, tra i campi elettrico-magnetico e gravitazionale analoga a quella formulata per altra via dal fisico tedesco Burkhard Heim.

Dalle equazioni di Sabato Scala (e da quelle di B. Heim limitatamente all'interazione elettro-magneto-gravitazionale) si evince una nuova forma di propagazione per le onde EMG basata sulla forma a spirale e quindi da onde generate dai soli fotoni che danno vita a forme d'interferenza complesse nel vuoto, dalle quali origina tutto ciò che esiste nell'Universo senza necessità di esistenza fisica della materia.

La Fisica di Dio, a questo punto, si concentra sul comportamento olografico nel processo mentale.

Partendo dall'apprendimento nei modelli neurali, e quindi dal funzionamento del neurone isolato e dalla modalità con cui i singoli neuroni vengono uniti a formare una matrice (rete), la teoria Fisica di Dio introduce un nuovo modello per spiegare il meccanismo dell’attenzione e dell'apprendimento nel cervello umano attraverso il quale viene definito un modello matematico per il fenomeno della Coscienza e di conseguenza anche per l’Inconscio.

Vengono, inoltre, individuati una serie di fenomeni degenerativi, connessi al meccanismo di saturazione, che determinano i principali problemi dell’apprendimento, della psiche e dell’”invecchiamento” dei neuroni.

La Fisica di Dio offre una spiegazione sia sulle capacità intrinsecamente previsionali della mente sia sull’effetto di filtraggio che il modello microcosmico mentale, disturbato dal sistema di credenze e regole e dalle passioni inconsce, determina distorcendo la visione della realtà. Grazie, quindi, all'analisi del sistema di filtraggio del microcosmo, la Fisica di Dio è in grado di analizzare la meditazione come evocazione di una visione olografica della realtà.

La Fisica di Dio quindi, fornisce una spiegazione agli effetti previsti dalle principali teorie connesse al principio di inversione delle reazioni causa–effetto: la teoria sintropica di Luigi Fantappié e la sincronicità di Jung.

La Fisica di Dio mostra come tali teorie siano conseguenza stessa del paradigma olografico giungendo all'ipotesi dell’esistenza di un etere elastico alla base del comportamento karmico dell’universo.

Queste ipotesi trovano poi, piena corrispondenza all’interno della teoria di B. Heim da cui la Fisica di Dio trae nuove e fondamentali conseguenze, non previste dal fisico tedesco, giungendo alla conclusione che la struttura discreta metronica del Vuoto è anche una struttura “pensante” di tipo neurale. I processi sintropici, quindi, vengono desunti non come semplici inversioni del principio di causa effetto, ma come fenomeni neurali che si formano nell'interazione tra lo spazio che B. Heim chiama delle "Strutture" e quello delle "Idee".

La Fisica di Dio analizza, di conseguenza, il fenomeno di propagazione dell’onda elettro-magneto-gravitazionale attraverso le deformazioni del vuoto composto di metroni e, di qui, attraverso il comportamento neurale del vuoto quantizzato viene postulata la deformazione della geometria dello spazio e la gravitazione (ottenuta dall’intersezione di perturbazioni a spirale)e, di conseguenza, la funzione d’onda dell'equazione di Shroedinger come struttura informata, in analogia a quanto previsto per altra via da Hameroff e Penrose.

La Fisica di Dio passa, quindi, ad analizzare il fenomeno “tempo” proponendo un modello per la comprensione del concetto di contrazione ed espansione del tempo basato sul principio olografico e della struttura neurale del vuoto.

La Fisica di Dio, elabora, a questo punto, un'estensione e riadattamento della teoria di Hameroff e Penrose individuando una serie di interazioni tra la tubulina ed il vuoto come base per la comunicazione tra la Coscienza e l’Inconscio del singolo con l’inconscio Collettivo attraverso il comportamento quantico del cervello.

Sulle basi dei alcuni caratteristici comportamenti della tubulina, la Fisica di Dio risale all'importanza e funzionamento della Kundalini spiegando gli effetti ottenuti da coloro che praticano tecniche basate sulla metodica del cosiddetto “risveglio della Kundalini”.

Attraverso l’analisi dell'interconnessione Uomo-Cosmo, la Fisica di Dio postula la possibilità che l’uomo si presenti quale strumento d’interconnessione tra spazio delle idee e spazio delle strutture nel modello della fisica di B. Heim.

LA Fisica di Dio si sofferma, inoltre, sul paradosso Einstein Podosky Rosen e le variabili nascoste supposte da Eistein mostrando le carenze di fondo dell’esperimento Aspect ed analizzando il fenomeno dell’entanglement e quindi la correlazione a distanza tra fotoni come manifestazione di segnali sintropici, rilevando nel fotone sintropico il mezzo di finalizzazione “intelligente” della meccanica dell’Universo.

I risutati della Fisica di Dio sono, quindi, applicati al modello di analisi junghiana ed in particolare al processo di individuazione, (individuazione de che?) riconoscendo la correttezza delle basi della metodologia junghiana validata indirettamente ed interamente dal modello proposto dalla Fisica di Dio.

Parimenti grazie alla Fisica di Dio viene rilevata la correttezza dell’approccio ristrutturativo della PNL e vengono elaborate migliorie a queste ed altre tecniche già sperimentate con successo nei diversi settori del benessere psico-fisico.