La Fisica di Dio
La Fisica di Dio é una nuova teoria
unitaria che prospetta una sostanziale rispondenza tra i modelli rappresentativi
della mente umana e quelli che descrivono il più intimo funzionamento del Vuoto
Quantico. La teoria si fonda sul concetto alla base del paradigma olografico. La
Fisica di Dio parte dalla forma matematica dei sistemi olografici e quindi dalla
decomposizione in parti elementari secondo la trasformazione Fourier,
riconoscendo nell’olografia uno strumento di analisi e contemporanea sintesi
automatica dell’informazione.
Sulla base della originaria teoria introdotta da Sabato Scala, fondata sulla
simmetrizzazione delle equazioni di Maxwell attraverso il campo gravitazionale
viene postulata un'equivalenza nel dominio macroscopico, tra i campi
elettrico-magnetico e gravitazionale analoga a quella formulata per altra via
dal fisico tedesco Burkhard Heim.
Dalle equazioni di Sabato Scala (e da quelle di B. Heim limitatamente
all'interazione elettro-magneto-gravitazionale) si evince una nuova forma di
propagazione per le onde EMG basata sulla forma a spirale e quindi da onde
generate dai soli fotoni che danno vita a forme d'interferenza complesse nel
vuoto, dalle quali origina tutto ciò che esiste nell'Universo senza necessità di
esistenza fisica della materia.
La Fisica di Dio, a questo punto, si concentra sul comportamento olografico nel processo
mentale.
Partendo dall'apprendimento nei modelli neurali, e quindi dal funzionamento del
neurone isolato e dalla modalità con cui i singoli neuroni vengono uniti a
formare una matrice (rete), la teoria Fisica di Dio introduce un nuovo modello per
spiegare il meccanismo dell’attenzione e dell'apprendimento nel cervello umano
attraverso il quale viene definito un modello matematico per il fenomeno della
Coscienza e di conseguenza anche per l’Inconscio.
Vengono, inoltre, individuati una serie di fenomeni degenerativi, connessi al
meccanismo di saturazione, che determinano i principali problemi
dell’apprendimento, della psiche e dell’”invecchiamento” dei neuroni.
La Fisica di Dio offre una spiegazione sia sulle capacità intrinsecamente previsionali
della mente sia sull’effetto di filtraggio che il modello microcosmico mentale,
disturbato dal sistema di credenze e regole e dalle passioni inconsce,
determina distorcendo la visione della realtà. Grazie, quindi, all'analisi del
sistema di filtraggio del microcosmo, la Fisica di Dio è in grado di analizzare la
meditazione come evocazione di una visione olografica della realtà.
La Fisica di Dio quindi, fornisce una spiegazione agli effetti previsti dalle principali
teorie connesse al principio di inversione delle reazioni causa–effetto: la
teoria sintropica di Luigi Fantappié e la sincronicità di Jung.
La Fisica di Dio mostra come tali teorie siano conseguenza stessa del paradigma
olografico giungendo all'ipotesi dell’esistenza di un etere elastico alla base
del comportamento karmico dell’universo.
Queste ipotesi trovano poi, piena corrispondenza all’interno della teoria di B.
Heim da cui la Fisica di Dio trae nuove e fondamentali conseguenze, non previste dal
fisico tedesco, giungendo alla conclusione che la struttura discreta metronica
del Vuoto è anche una struttura “pensante” di tipo neurale. I processi
sintropici, quindi, vengono desunti non come semplici inversioni del principio
di causa effetto, ma come fenomeni neurali che si formano nell'interazione tra
lo spazio che B. Heim chiama delle "Strutture" e quello delle "Idee".
La Fisica di Dio analizza, di conseguenza, il fenomeno di propagazione dell’onda elettro-magneto-gravitazionale attraverso le deformazioni del vuoto composto di
metroni e, di qui, attraverso il comportamento neurale del vuoto quantizzato
viene postulata la deformazione della geometria dello spazio e la gravitazione
(ottenuta dall’intersezione di perturbazioni a spirale)e, di conseguenza, la
funzione d’onda dell'equazione di Shroedinger come struttura informata, in
analogia a quanto previsto per altra via da Hameroff e Penrose.
La Fisica di Dio passa, quindi, ad analizzare il fenomeno “tempo” proponendo un modello
per la comprensione del concetto di contrazione ed espansione del tempo basato
sul principio olografico e della struttura neurale del vuoto.
La Fisica di Dio, elabora, a questo punto, un'estensione e riadattamento della teoria di Hameroff e Penrose individuando una serie di interazioni tra la tubulina ed il
vuoto come base per la comunicazione tra la Coscienza e l’Inconscio del singolo
con l’inconscio Collettivo attraverso il comportamento quantico del cervello.
Sulle basi dei alcuni caratteristici comportamenti della tubulina, la Fisica di
Dio
risale all'importanza e funzionamento della Kundalini spiegando gli effetti
ottenuti da coloro che praticano tecniche basate sulla metodica del cosiddetto
“risveglio della Kundalini”.
Attraverso l’analisi dell'interconnessione Uomo-Cosmo, la Fisica di Dio postula la
possibilità che l’uomo si presenti quale strumento d’interconnessione tra spazio
delle idee e spazio delle strutture nel modello della fisica di B. Heim.
LA Fisica di Dio si sofferma, inoltre, sul paradosso Einstein Podosky Rosen e le
variabili nascoste supposte da Eistein mostrando le carenze di fondo
dell’esperimento Aspect ed analizzando il fenomeno dell’entanglement e quindi la
correlazione a distanza tra fotoni come manifestazione di segnali sintropici,
rilevando nel fotone sintropico il mezzo di finalizzazione “intelligente” della
meccanica dell’Universo.
I risutati della Fisica di Dio sono, quindi, applicati al modello di analisi junghiana ed
in particolare al processo di individuazione, (individuazione de che?)
riconoscendo la correttezza delle basi della metodologia junghiana validata
indirettamente ed interamente dal modello proposto dalla Fisica di Dio.
Parimenti grazie alla Fisica di Dio viene rilevata la correttezza dell’approccio ristrutturativo della PNL e vengono elaborate migliorie a queste ed altre
tecniche già sperimentate con successo nei diversi settori del benessere
psico-fisico.