La Fisica di Dio é una nuova
teoria scientifica nata dalle ricerche di
Sabato Scala e
Fiammetta Bianchi sulla quale si fonda l'omonimo nuovo metodo
d'intervento finalizzato al benessere psicofisico integrato della
persona.
La nuova teoria , esposta
nell' omonimo libro “La Fisica di Dio”, nasce da una serie di ricerche
effettuate da Sabato Scala e Fiammetta Bianchi in numerosi ambiti scientifici
(con particolare riferimento alla Psicologia, alla Fisica dei Quanti e alla
Biofisica della Mente), esse hanno condotto i due ricercatori ad individuare gli
elementi fisico-matematici che accomunano alcune delle più promettenti teorie
della fisica, della psicologia e della biofisica:
Grazie alla Fisica di Dio si apre una nuova possibile
rivoluzione nell'ambito della scienza che, per la prima volta, rende
possibile il sogno dell'Umanesimo rinascimentale e delle antiche
filosofie: porre l'Uomo al centro dell'Universo come modello e immagine
del Cosmo.
Questa prospettiva meramente filosofica, grazie alla Fisica di Dio,
diviene un banco di ricerca fondato su un rigoroso modello fisico-matematico e
trova già riscontro in alcuni esperimenti condotti recentemente che
hanno prodotto anomali risultati ai quali l'attuale visione scientifica non é,
finora, riuscita a fornire soddisfacenti risposte e spiegazioni (si vedano, ad
esempio, le sperimentazioni condotte nell'ambito del progetto
Coscienza Globale promosso dal Prof. Roger Nelson dell'Università di Princeton
(*)).
La Fisica di Dio in breve
La Fisica di Dio prospetta una
sostanziale corrispondenza tra i modelli rappresentativi della mente umana e
quelli che descrivono il più intimo funzionamento del Vuoto Quantico. La teoria
si fonda sul concetto alla base del paradigma olografico. La Fisica di Dio parte dalla
forma matematica dei sistemi olografici e quindi dalla decomposizione in parti
elementari secondo la trasformazione Fourier, riconoscendo nell’olografia uno
strumento di analisi e contemporanea sintesi automatica dell’informazione.
Sulla base dell’originaria teoria introdotta da Sabato Scala, fondata sulla
simmetrizzazione delle equazioni di Maxwell, attraverso il campo gravitazionale
[1]
viene postulata un'equivalenza nel dominio macroscopico, tra i campi elettrico-magnetico e gravitazionale analoga a quella formulata per altra via
dal fisico tedesco Burkhard Heim.
Dalle equazioni di Sabato Scala (e da quelle di B. Heim limitatamente
all'interazione elettro-magneto-gravitazionale) si evince una nuova forma di
propagazione per le onde EMG basata sulla forma a spirale e quindi da onde
generate dai soli fotoni che danno vita a forme d'interferenza complesse nel
vuoto, dalle quali origina tutto ciò che esiste nell'Universo senza necessità di
esistenza fisica della materia.
La Fisica di Dio, a questo punto, si concentra sul comportamento olografico del processo
mentale.
Partendo dall'apprendimento nei modelli neurali, e quindi dal funzionamento del
neurone isolato e dalla modalità con cui i singoli neuroni vengono uniti a
formare una matrice (rete), la teoria Fisica di Dio introduce un nuovo modello per
spiegare il meccanismo dell’attenzione e dell'apprendimento nel cervello umano
attraverso il quale viene definito un modello matematico per il fenomeno della
Coscienza e di conseguenza anche per l’Inconscio.
Vengono, inoltre, individuati una serie di fenomeni degenerativi, connessi al
meccanismo di saturazione, che determinano i principali problemi
dell’apprendimento, della psiche e dell’”invecchiamento” dei neuroni.
La Fisica di Dio offre una spiegazione sia delle capacità intrinsecamente previsionali
della mente sia dell’effetto di filtraggio che il modello microcosmico mentale,
disturbato dal sistema di credenze e regole e dalle passioni inconsce, determina
distorcendo la visione della realtà. Grazie, quindi, all'analisi del sistema di
filtraggio del microcosmo, la Fisica di Dio è in grado di analizzare la meditazione come
evocazione di una visione olografica della realtà.
La Fisica di Dio quindi, fornisce una spiegazione agli effetti previsti dalle principali
teorie connesse al principio di inversione delle reazioni causa–effetto: la
teoria sintropica di Luigi Fantappié e la sincronicità di Jung.
La Fisica di Dio mostra come tali teorie siano conseguenza stessa del paradigma
olografico giungendo all'ipotesi dell’esistenza di un etere elastico alla base
del comportamento karmico dell’universo.
Queste ipotesi trovano poi, piena corrispondenza all’interno della teoria di B.
Heim da cui la Fisica di Dio trae nuove e fondamentali conseguenze, non previste dal
fisico tedesco, giungendo alla conclusione che la struttura discreta metronica
del Vuoto è anche una struttura “pensante” di tipo neurale. I processi
sintropici, quindi, vengono desunti non come semplici inversioni del principio
di causa effetto, ma come fenomeni neurali che si formano nell'interazione tra
lo spazio che B. Heim chiama delle "Strutture" e quello delle "Idee".
La Fisica di Dio analizza, di conseguenza, il fenomeno di propagazione dell’onda
elettro-magneto-gravitazionale attraverso le deformazioni del vuoto composto di
metroni e, di qui, attraverso il comportamento neurale del vuoto quantizzato
viene postulata la deformazione della geometria dello spazio e la gravitazione
(ottenuta dall’intersezione di perturbazioni a spirale) e, di conseguenza, la
funzione d’onda dell'equazione di Shroedinger come struttura informata, in
analogia a quanto previsto per altra via da Hameroff e Penrose.
La Fisica di Dio passa, quindi, ad analizzare il fenomeno “tempo” proponendo un modello
per la comprensione del concetto di contrazione ed espansione del tempo basato
sul principio olografico e della struttura neurale del vuoto.
La Fisica di Dio, elabora, a questo punto, un'estensione e riadattamento della teoria di
Hameroff e Penrose individuando una serie d’interazioni tra la tubulina ed il
vuoto come base per la comunicazione tra la Coscienza e l’Inconscio del singolo
con l’inconscio Collettivo, attraverso il comportamento quantico del cervello.
Sulle basi dei alcuni caratteristici comportamenti della tubulina, la Fisica di Dio
risale all'importanza e funzionamento della Kundalini spiegando gli effetti
ottenuti da coloro che praticano tecniche basate sulla metodica del cosiddetto
“risveglio della Kundalini”.
Attraverso l’analisi dell'interconnessione Uomo-Cosmo, la Fisica di Dio postula la
possibilità che l’uomo si presenti quale strumento d’interconnessione tra spazio
delle idee e spazio delle strutture nel modello della fisica di B. Heim.
LA Fisica di Dio si sofferma, infine, sul paradosso Einstein Podosky Rosen e le variabili
nascoste supposte da Einstein mostrando le carenze di fondo dell’esperimento
Aspect ed analizzando il fenomeno dell’entanglement e quindi la correlazione a
distanza tra fotoni come manifestazione di segnali sintropici, rilevando nel
fotone sintropico il mezzo di finalizzazione “intelligente” della meccanica
dell’Universo.
I risutati della Fisica di Dio sono, quindi, applicati al modello di analisi junghiana ed
in particolare al "Processo di Individuazione" del Se, riconoscendo la
correttezza delle basi della metodologia junghiana validata indirettamente ed
interamente dal modello proposto dalla Fisica di Dio.
Parimenti grazie alla Fisica di Dio viene rilevata la correttezza dell’approccio
ristrutturativo della PNL e vengono elaborate migliorie a queste ed altre
tecniche già sperimentate con successo nei diversi settori di applicazione.
Nel testo divulgativo dal titolo "La
Fisica di Dio", sono affrontati questi ed altri temi in un linguaggio
volutamente semplice ed accessibile a tutti senza negare approfondimenti
specifici ai più curiosi (in appendice) .
[1] "Simmetrizzazione delle Equazioni di
Maxwell attraverso il campo gravitazionale"
EPISTEME Physis e Sophia nel III millennio/Physis and Sophia in the III
millennium
An International Journal of Science, History and Philosophy N. 6 - 21
dicembre 2002 / 21st Dec. 2002
(*) Curiosità: sebbene il prof.
Nelson, sul sito del GCP sottolinei la indipendenza della ricerca
dall'Università di Princeton, il link insiste su un sottodominio di questa
Università ed il progetto é, comunque, estensione del precedente progetto
PEAR,
durato 12 anni che aveva obbiettivi analoghi e, sotto l'egida universitaria,
aveva già fornito
interessanti
risultati.
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