Ultimo aggiornamento 12/02/2012  

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La mente olografica secondo Karl Pribram

La “Teoria Olografica della Mente”, elaborata da Karl Pribram, partendo dall’osservazione del potere di analisi e  sintesi dell’informazione insito nella trasformata di Fourier (metodo matematico per decomporre segnali complessi in somma di oscillazioni elementari) ipotizza, e dimostra sperimentalmente, come il cervello adotti  questo metodo di rappresentazione in grado di assicurare:

  • la distribuzione uniforme dell’informazione (caratteristica tipica dell’ologramma) che rende impossibile identificare le singole parti memorizzate all’interno della rete di neuroni in cui essa è suddivisa

  • la sintesi dell’informazione, che consente di isolare automaticamente le componenti elementari principali e scartare quelle meno rilevanti

  • la comparazione automatica dell’informazione  dovuta alla memorizzazione delle componenti elementari comuni alle diverse esperienze. Tali componenti, poi ricomposte, consentono la ricostruzione mentale dell’esperienza  vissuta

 Una serie di esperimenti condotti sui gatti e sulle scimmie confermano che le cellule della corteccia visiva rispondono non direttamente allo stimolo luminoso, ma alla trasformata di Fourier dello stimolo stesso.